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Nuovi markers per la rintracciabilità della frutta biologica (BIOMARKERS)

Responsabile scientifico: F.Paoletti

 

Il progetto prevede lo studio degli effetti del metodo di coltivazione, del tipo di lavorazione del terreno e della zona di coltivazione su composti del metabolismo primario e secondario, oltre che sulle molecole componenti la frazione volatile, di diverse varietà di fragola e pesca. In particolare, nel caso della fragola lo studio è incentrato sulla determinazione della composizione in antocianine e del contenuto in acido ellagico nei frutti di diverse varietà (Nora, Queen Elisa, Patty, Candonga, Camarosa), in funzione della tipologia di coltivazione (biologico, integrato) e della zona di coltivazione (Verona, Cesena e Metaponto) e del tipo di pianta utilizzato (cime radicate o piante frigo-conservate). Per quanto riguarda le pesche, ci sono due varietà in studio (Spring Lady a pasta gialla e Regina Bianca a pasta bianca) sulle quali vengono studiate la composizione in zuccheri, acidi organici, carotenoidi e della frazione volatile costituente l’aroma in funzione del metodo di coltivazione biologico e convenzionale. Il metodo biologico è inoltre applicato secondo tre diverse modalità corrispondenti ad altrettanti livelli di azoto sooministrato, a scendere a partire da un livello uguale a quello somministrato alle piante convenzionali.

Partecipanti alla ricerca

Collaborazioni esterne