Torna alla pagina
Un possibile meccanismo d'azione del caffè nella prevenzione del diabete

Responsabile scientifico: Fausta Natella

 

Il progetto è finanziato da CMGRP Italia SPA e ha la durata di un anno.

Diversi studi epidemiologici dimostrano che un moderato consumo di caffè è associato alla riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Questo effetto è stato dimostrato anche per il caffè decaffeinato. Nonostante tale relazione sia chiara, il meccanismo (o i meccanismi) attraverso cui il caffè sia protettivo nei confronti del diabete è ancora ignoto.

Il progetto ha l’obiettivo di valutare se il caffè possa agire attraverso l’inibizione degli enzimi coinvolti nel metabolismo dei carboidrati. La nostra ipotesi è che i composti fenolici del caffè inibiscano gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati complessi (a-glucosidasi e a-amilasi), rallentando quindi l’immissione in circolo del glucosio. Tale ipotesi è supportata dall’osservazione che alcuni composti fenolici hanno una capacità inibitoria su questi enzimi. Tale ipotesi sarà verificata attraverso un approccio bionformatico e uno sperimentale.

Tecniche di docking saranno utilizzate per testare se i composti fenolici del caffè possono interagire con a-glucosidasi e a-amilasi, e se queste interazioni possano influenzare l’attività enzimatica. I dati ottenuti dall’approccio bioinformatico saranno poi verificati attraverso tecniche di biochimica classica, studiando la capacità dei composti fenolici del caffè di inibire in vitro l’attività dell’ a-glucosidasi e dell’a-amilasi.

 

Partecipanti alla ricerca